Vita

"Io mi sono inventato quasi tutto: un'infanzia, una personalità, nostalgie, sogni, ricordi: per il piacere di poterli raccontare".

Federico Fellini nasce a Rimini il 20 Gennaio 1920, da una famiglia di origine piccolo-borghese. Già da piccolo dimostra un' attitudine nell'inventare storie e creare personaggi. Il disegno è un altro modo per dare forma alle sue fantasie, alimentate da una curiosità irrefrenabile.

Diventa un avido divoratore di fumetti, quelli del glorioso periodo degli anni Trenta: Happy Holligan, Arcibaldo e Petronilla, Felix the Cat, Bibì e Bibò, pubblicati sul "Corriere dei Piccoli".

Frequenta il liceo classico della città e comincia a fare i primi guadagni come caricaturista, realizzando ritratti di attori celebri per il gestore del cinema Fulgor. Nell'estate del 1937 fonda, in società con il pittore Demos Bonini, la bottega "Febo" (Fellini-Bonini), dove esegue caricature per i villeggianti della riviera.

Nel 1938, superati gli esami di maturità, pubblica alcune vignette su "La Domenica del Corriere", nello spazio dedicato ai lettori. Collabora al settimanale politico-satirico fiorentino "420" dell'editore Nerbini, con brevi racconti, rubriche e disegni, firmati con lo pseudonimo Fellas.

Nel 1939 si trasferisce a Roma e si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza, ma non terminerà gli studi.

Comincia a collaborare con il Marc'Aurelio, bisettimanale umoristico e satirico-politico di grande successo dell'editore Rizzoli, pubblicando racconti a puntate, rubriche in serie, quali Ma tu mi stai a sentire?, Luci della città, Seconda Liceo, Primo Amore. Lì c'è già tutto il suo mondo: la scuola, il casino, il vitellonismo, la fantasticheria, in uno stile ironico e sentimentale. La collaborazione con il "Marc'Aurelio" durerà fino alla fine del 1942.

Fin dai primi tempi del soggiorno romano, frequenta il mondo dell'avanspettacolo e della radio.

Inizia a lavorare come "gagman", scrivendo le battute di alcuni film interpretati da Erminio Macario, tra i quali: Lo vedi come sei...lo vedi come sei?! (1939), Non me lo dire (1940), Il pirata sono io (1940), diretto da Mario Mattoli.

Attraverso l'amico Ruggero Maccari, conosce il comico Aldo Fabrizi per il quale inizia a comporre sketch radiofonici e testi per spettacoli di varietà e film. Alla radio incontra, nel 1943, Giulietta Masina che sta interpretando il personaggio di Pallina, ideato dallo stesso Fellini, nella commedia Le avventure di Cico e Pallina. Nell'Ottobre dello stesso anno si sposano.

Negli anni della guerra collabora alla sceneggiatura di una serie di film fra i quali: Avanti c'è posto (1942), protagonista Aldo Fabrizi, Campo de' fiori (1943), entrambi di Mario Bonnard e Chi l'ha visto? (1943), diretto da Goffredo Alessandrini.

Nel 1944, in una Roma appena liberata dalle truppe armate, Fellini apre un negozio di ritratti e caricature: "The Funny Face Shop", insieme a Geleg, De Seta e altri artisti, dove i soldati alleati vanno per farsi ritrarre.

Un anno dopo Fellini firma la sceneggiatura di Roma città aperta (1945) di Roberto Rossellini, con il quale collaborerà anche alla sceneggiatura e alla realizzazione di Paisà (1946). Insieme a Germi firma la sceneggiatura de Il cammino della speranza (1950) e La città si difende (1951), con Lattuada Il delitto di Giovanni Episcopo (1947), Senza pietà (1948) e Il mulino del Po (1948).

Sempre in collaborazione con Lattuada, esordisce alla regia all'inizio degli anni '50 con Luci del varietà(1950), in cui rivela già l'ispirazione autobiografica e l'interesse per certi ambienti come quello dell'avanspettacolo.

Nel 1952 dirige il suo primo film da solo: Lo sceicco bianco, da un soggetto di Michelangelo Antonioni, protagonista Alberto Sordi. Per la prima volta affonda il suo sguardo ironico e partecipe all'interno del mondo piccolo-borghese e dei suoi sogni.

Con I Vitelloni (1953) viene conosciuto anche all'estero e vince il suo primo premio: Leone d'Argento alla Mostra del Cinema di Venezia. Il regista ricorre ai ricordi dell'adolescenza riminese raccontando la vita di un gruppo di amici di estrazione borghese, annoiati e fannulloni, che si aggirano per le strade della città. Nel 1953 partecipa anche ad un progetto, messo in piedi da Zavattini: un film a episodi intitolato L'amore in città. Fellini dirige l'episodio Agenzia matrimoniale.

comments powered by Disqus