Disegni

"Disegnare per me è un modo per cominciare a intravedere un film, è un filo d'Arianna che mi porta direttamente in teatro"

"Vignettista e caricaturista fin dai tempi di Rimini, Fellini ha sempre usato il disegno sotto l'urgenza di appuntare, su un foglio, le immagini nella sua testa; prima ancora che sulla pellicola. Lui stesso la definiva un'esigenza non finalizzata: è "inconsapevolezza" o "necessità di un appunto" o più semplicemente ancora è "l'abitudine di riempire i fogli da disegno che mi stanno davanti".

"Ho scarabocchiato sempre facendo soprattutto caricature agli amici, ho sempre avuto questo tic incontrollabile di fermare delle facce con una penna. Fin da Luci del Varietà ho cominciato a disegnare pasticciando i volti degli attori. Non ho mai disegnato uno storyboard, ma erano schizzi o meglio suggerimenti che servivano per il truccatore, il costumista, lo scenografo. La mantellina da soldato di Gelsomina, la maglietta a strisce e il giaccone così massiccio e roccioso di Zampanò, ma anche la bombetta schiacciata del Matto, sono tutti nati prima con la matita e i colori".

"Sotto il consiglio dell'amico psicanalista Ernest Bernhard, teneva anche un diario illustrato dove registrava i suoi sogni in forma di fumetti."

"I fumetti sono sempre stati la sua grande passione. Fin da piccolo passava ore a copiare le storie pubblicate sul "Corriere dei Piccoli", ed è cresciuto leggendo le avventure degli eroi americani di Alex Raymond: Flash Gordon, L'Agente segreto X9, e le storie di Mandrake e L'uomo mascherato ideate da Lee Falk, Ray Moore e Phil Davis. Una delle tante leggende felliniane, racconta che dopo il divieto imposto dal fascismo di importare fumetti americani, Fellini avrebbe sceneggiato una continuazione di Flash Gordon, disegnata da Giove Toppi."

"I fumetti sono un punto di riferimento verso un tipo di vista dove tutto si svolge in maniera fiabesca, ma forse più reale di qualunque altra visione...io penso che il fumetto sia nato un po' prima del cinema. Charlie Chaplin, Buster Keaton, Harry Langdon, Larry Semon, i grandi comici del cinema muto devono molto a Happy Holligan, Felix the Cat, Capitan Cocoricò. E Spielberg, Lucas ed io non ci consideriamo forse tutti debitori, non rendiamo spesso e volentieri un festoso omaggio in tanti nostri film a Little Nemo di Winsor MacCay e ai mondi allucinati e siderali di Moebius e dei suoi incandescenti e geniali colleghi di Metal Hurlant? Scusatemi se mi cito continuamente, Amarcord l'ho proprio ricostruito e raccontato riproponendo la sobrietà delle inquadrature dei leggendari disegnatori americani degli anni Trenta. L'omaggio è evidente anche ne La città delle donne, dove appunto il protagonista si chiama Snàporaz e il suo doppio Katzone per un consapevole tributo d'affetto e gratitudine a Panciolini, Cagnara, Arcibaldo e Petronilla".

Tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90, curò l'uscita di due fumetti disegnati da Milo Manara e basati su due suoi progetti cinematografici che poi non sono mai stati realizzati: Viaggio a Tulum, uscito a puntate sulla rivista "Corto Maltese" nel 1989, e Il viaggio di G. Mastorna, detto Fernet pubblicato sulla rivista "il Grifo" nel 1992.

Il mondo dei fumetti ricambiò in varie occasioni questi tributi di Fellini. Nel 1991, la rivista "Topolino" pubblicò la parodia Disneyana de La strada, realizzata dalla matita di Giorgio Cavazzano, e della quale Fellini fu molto entusiasta.

comments powered by Disqus